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A Parigi, l’ex quartier generale di Peugeot immagina un futuro (quasi) senza auto

Difficile restare all’avanguardia… Costruita tra il 1963 e il 1973, a due passi dalarco di Trionfo, l’edificio progettato dai fratelli Sainsaulieu con i suoi 110 metri di lunghezza è un simbolo dell’avenue de la Grande-Armée. Visto il suo tempo e il suo ruolo di quartier generale del gruppo Peugeot, era un inno all’auto tra il suo triplo showroom per ammirare le produzioni del marchio e il suo accesso centrale a un enorme parcheggio sotterraneo. Gecina, proprietaria dell’immobile dal 2015, a due anni dalla definitiva partenza della Peugeot, sta quindi orchestrando la completa ristrutturazione dei 33.500 mq di questo edificio.

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I lavori sono stati avviati all’inizio del 2019 e ora sono nella loro linea retta finale prima che gli inquilini prendano le proprie disposizioni. La proprietà è già affittata all’87%, sapendo che la sola consulenza del Boston Consulting Group occuperà 23.500 m². L’azienda internazionale Baumschlager Eberle Architekten è stata responsabile dell’impostazione musicale del revival del sito. Un approccio rispettoso dell’esistente, sia per onorare l’architettura originaria che per l’ecologia, che consisteva nell’ampliare le scelte originarie e nell’adattare i luoghi all’uso attuale.

Riduzione dei posti auto

Scelte che portano principalmente alla conservazione dell’attuale facciata con il suo particolare formato (110 metri di lunghezza in ambiente haussmanniano). Per dargli maggiore rilievo e chiarezza, sono stati rimossi i parapetti (il muro della parte inferiore delle finestre) e una finestra su due è stata installata in scatole di 4 diverse profondità. Un approccio che anima la facciata mescolando cemento e acciaio, pur rispettando la geometria originaria. Solo l’ultimo piano sfugge a questa alternanza con vetrate a tutta altezza per sfruttare la vista eccezionale dell’asse principale, che collega la Grande Arche de La Défense con la piramide del Louvre.

Quanto all’ampio ingresso che permette l’ingresso e l’uscita delle auto dal centro dell’edificio attraverso un’enorme spirale che porta ai parcheggi sotterranei, è scomparso. L’ingresso è ora chiuso e vetrato e il cortile attraverso il quale passavano i veicoli è stato trasformato in giardino. I parcheggi sotterranei sono stati preservati, ma lo spazio destinato all’auto si è notevolmente fuso. Ora è più discretamente accessibile dal retro del complesso edilizio, situato in rue Pergolèse, e gran parte dello spazio è dedicato al deposito, alle biciclette e alle attrezzature tecniche che in passato apparivano sul tetto. Risultato: quasi 350 posti disponibili contro gli oltre 600 del passato. Alla fine, a differenza di molte ristrutturazioni attuali, qui non è stata creata una superficie “pulita”. D’altra parte, i guadagni sono stati ottenuti ottimizzando gli spazi, creando un cortile coperto, senza dimenticare 1.000 mq di giardini cortili accessibili e 1.800 mq di terrazze favorevoli allo sviluppo della biodiversità.

Fattoria Fotovoltaica

Un altro luogo in cui le auto sono ormai scomparse, la “grande galleria”, che fungeva da showroom e dove al piano terra e sui soppalchi venivano presentati i modelli emblematici del marchio del leone. Completamente svincolato da questi livelli intermedi, il locale ha un’incredibile tripla altezza sotto il soffitto dove si circola negli spazi comuni al piano terra. Con i suoi spettacolari portici in cemento trattato ad imitazione del metallo, si ha quasi la sensazione di trovarsi sotto la navata di una cattedrale industriale.

Infine, come molti siti attuali, si è fatto il massimo per l’ecologia e il riutilizzo dei materiali. Ad esempio, le lastre di granito rimosse da sotto le finestre della facciata sono state semplicemente lucidate prima di diventare il rivestimento del pavimento del piano terra. Su uno dei tetti troviamo quella che si presenta come la più grande “fattoria fotovoltaica” di Parigi e infine il riscaldamento utilizza l’energia geotermica. Gecina invece è più discreta sul costo dell’opera di quanto non comunichi. Sappiamo solo che l’affitto è posizionato molto comodamente nella famiglia degli affitti di uffici “prime”.

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