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“Come ho potuto scivolare attraverso le crepe in quel modo in tutti questi anni? »

L'attrice Isabelle Carré, sulla spiaggia di Saint-Jean-de-Luz, 13 luglio 2022.

Il mare che guarisce tutto. Annusiamo l’aria di mare mentre osserviamo i bagnanti sguazzare nella baia, protetti dalle onde dell’Oceano Atlantico. Isabelle Carré ride: “Sì: il ‘sentimento oceano’ di cui parla Romain Rolland. Questo momento in cui hai l’impressione di non essere più solo, di far parte di un tutto e di esserne necessario. »

L’attrice fa scorrere una citazione per ogni emozione. I ricordi che creiamo sono i più belli. – Shakespeare… “Chi cerca l’infinito deve solo chiudere gli occhi” – Milan Kundera… Ma in fondo forse noi “respirare meglio sul palco che al mare e in campagna” – Patrick Modiano… Si scusa con un sorriso quando le fa notare: “Mi piacciono le parole degli altri, ecco perché faccio teatro. È una compagnia strana, queste parole che leggi, che dici, che hai discusso con il regista, analizzate, che a volte, come me, hai scritto per ricordarle e poi suonate decine di volte per il pubblico. Alla fine saranno le tue parole. A volte è inibitore – per molto tempo ho faticato a esprimere il mio – ma è anche meraviglioso riconoscere esattamente quello che vorresti dire all’inizio di una frase, perché ti fa sentire meno solo. . »

Saint-Jean-de-Luz, costa basca. Racchiusa tra l’oceano e il profilo maestoso dei Pirenei, la località balneare con il suo fascino borghese avvolge il porto peschereccio da cui un tempo partivano i marinai per Terranova. Da vent’anni, part-time, l’attrice si è stabilita qui. Abbiamo un appuntamento sulla terrazza di un bar. Troppo presto per la spiaggia. In piena estate, il sole grida alla cautela.

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Lei appare. Pelle bianca, pneumatici fragili, sorrisi agli angoli della bocca, piccoli passi decisi, mano vincente, che lascia supposizioni come in Mary Poppins, la sua eroina per tutta la vita, dietro il cielo serio, uno sfondo stravagante. Discreta e luminosa… Ride di queste parole che non vengono proprio lanciate a caso. “Sono abituato ai giornalisti”li ha scritti i sognatoripubblicato nel 2018 da Grasset, essere sempre associato a due qualità: discreta e luminosa! Come ho fatto a scivolare così facilmente attraverso la rete in tutti questi anni? »

Per leggere tra le crepe – 80 ruoli al cinema o in televisione, quasi quaranta in scena – basta immergersi in questo primo romanzo autobiografico. Anche il titolo provvisorio, “La parte sommersa dell’iceberg”, era esplicito: una famiglia disfunzionale ma creativa, una madre bandita con discrezione dal suo castello di Bassetière, in Vandea, per dare alla luce un figlio illegittimo (il più grande ) da qualche altra parte. . fratello) e che alla fine ha incontrato a “un altro brutto anatroccolo”figlio di proletari di Tours, ha frequentato l’Arts déco, artista bohémien, designer al Cardin, prima di andare per conto proprio e a sua volta flirtare con il denaro e la miseria.

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