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E se la birra ci proteggesse dall’Alzheimer?

Si dice che la birra, e più specificamente il fiore di luppolo, abbia un significativo effetto neuroprotettivo per proteggerci dall’Alzheimer. Come spiegarlo?

Il fiore di luppolo ha perfettamente ragione sul fronte della memoria! Si dice infatti che questa pianta della famiglia delle cannabinaceae utilizzata come aromatizzante nelle 1001 birre servite nel mondo sia amica dei nostri neuroni. In ogni caso, questa è la conclusione che Cristina Airoldi e Alessandro Palmioli, scienziati dell’Università degli Studi di Milano, formulano in uno studio pubblicato il 7 novembre 2022.

Prove a supporto: in laboratorio, non da banco, “i componenti dei fiori di luppolo inibiscono l’agglutinazione delle placche di amiloide-beta, un fenomeno biologico caratteristico del morbo di Alzheimer”, riassumono i due ricercatori.

Antiossidanti e Polifenoli

“Abbiamo osservato quattro diversi fiori di luppolo: alcuni avevano un potere antiossidante che poteva prevenire l’accumulo di placche di amiloide-beta nei neuroni”. Un fiore era più efficace di un altro? Sì, quella di Tettnang, nota per i suoi aromi speziati ed erbacei, utilizzata nella maggior parte delle lager, nelle cosiddette birre leggere a bassa fermentazione* ma anche nelle birre inglesi e nelle birre di frumento. Così “l’alto contenuto di polifenoli ha assicurato un forte antibiotico e una maggiore efficacia nell’inibire il processo di agglutinazione delle placche di amiloide-beta”.

Questa scoperta fa luce su questo momento molto preciso della patologia. Un anticipo perché una delle difficoltà nel trattamento della malattia di Alzheimer è quella di curare il paziente tra questo primo stadio della malattia, ovvero l’agglutinazione delle placche e dei beta-amiloidi, e la comparsa dei primi sintomi. Molto spesso diversi anni separano queste due fasi. Di conseguenza, il danno al sistema nervoso diventa irreversibile prima che venga fatta la diagnosi.

“Il nostro lavoro non deve in alcun modo favorire il consumo di alcol”, ricorda Cristina Airoldi. Ma “questo studio si inserisce nel campo dei nutraceutici: un approccio che studia i benefici di bevande e alimenti sui processi biologici all’opera in determinate patologie”.

Da notare : I benefici del luppolo sulle capacità cognitive sono già stati oggetto di diversi studi che hanno evidenziato gli effetti di un flavonoide, lo xantoumolo, sulla stimolazione delle capacità cognitive. In forma di capsule, le cime dell’acido amaro della birra (MHBA) sono state descritte come stimolanti della memoria e della capacità di attenzione. Si dice anche che riducano i livelli di stress e prevengano il declino cognitivo.

*tipo di fermentazione che prevede l’aggiunta di mosto di lievito che converte il glucosio e il maltosio in anidride carbonica. Queste birre sono più leggere e meno fruttate di quelle della cosiddetta alta fermentazione

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