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fino a che punto i corridori francesi hanno mancato la loro Grande Boucle?

2022, anno zero per il ciclismo francese sulla Grande Boucle? Certo, Christophe Laporte ha salvato la giornata vincendo la tappa da Cahors tre giorni dopo il traguardo e David Gaudu ha concluso con un solido quarto posto assoluto. I varois del jumbo e i bretoni della squadra Groupama-FDJ sono come alberi che nascondono la foresta.

Oltre alla magra vendemmia sulle tappe, i Tricolore sono stati rapidamente rimossi dalle classifiche per le maglie distintive (il giallo per il leader della generale, il bianco per il miglior giovane in generale, il verde per il miglior velocista e il bianco con puntini rossi del miglior scalatore). Franceinfo fa il punto sui Blues dopo il passaggio agli Champs-Elysées, domenica 24 luglio.

Dietro il punto zero di tappa vince, un’assenza nei buoni tiri

Un compagno di squadra di un cador, Christophe Laporte, che ha finalmente ottenuto un biglietto di uscita da Jumbo-Visma su un cambio di tappa, aveva bisogno di un corridore francese per alzare le braccia su questa Grande Boucle. Vincere di tappa, però, senza necessariamente puntare a un posto in classifica generale, era l’ambizione dei leader francesi (Thibaut Pinot, Romain Bardet, Warren Barguil…) prima della grande partenza da Copenaghen. Ma non tutto è andato come previsto. La montagna, il solito parco giochi dei francesi, li rifiutava. E quest’anno manca il due volte campione del mondo Julian Alaphilippe, l’uomo che era solito sbloccare il contatore.

A difesa del ciclismo tricolore, si segnala che le migliori occasioni in volata, Arnaud Démare (tre vittorie al Giro in primavera), Nacer Bouhanni (in ripresa dopo una caduta), anche Bryan Coquard (sconfitto dal Covid-19 il giorno prima del via), per non parlare dello status di componente della squadra maglia gialla di Christophe Laporte, non consentono alcuni podi, a differenza di altre annate. Da qui lo scarso numero di posti tra i primi 3 delle tappe.

Zero punti anche per le distintive maglie

Ancora più preoccupante, nessun pilota francese ha indossato la maglia gialla, bianca, verde oa pois durante le tre settimane. Una novità, rispetto a un passato recente in cui la casacca del miglior climber a volte diventava un traguardo di consolazione per i corridori che non erano all’altezza in generale, come Romain Bardet, che ha trionfato nel 2019.

Non parliamo nemmeno degli anni prosperi in cui Thomas Voeckler offrì epiche in giallo e quando Laurent Jalabert e Richard Virenque trasformarono i punti in un dominio tricolore. Record del genere nel 2004, dove Voeckler aveva collezionato gialloblù per dieci giorni, quando Virenque ha dominato i piselli nella seconda parte della gara (ha vinto questa classifica per la settima volta in dieci anni). Risultato quell’anno: 35 maglie distintive indossate da un francese nelle 21 tappe, a fronte della totale assenza dei francesi per le classifiche aggiuntive di quest’anno.

Anche il prezzo della combattività è negato ai francesi

Abbassata la classifica assoluta, la classifica supplementare, la tappa vince, resta il buon vecchio breakout “per mostrare la maglia” (e lo sponsor), giusto per scalfire il premio della grinta. Un premio onorario che premia il corridore più importante di ogni tappa, assegnato da una giuria dedicata. Al termine delle tre settimane di gare, viene scelto anche un “super guerriero”, per tutto il suo lavoro, soprattutto nelle fughe. Ma ancora una volta, i Tricolore offrono un po’ di vintage quest’anno.

C’è da dire che il grande favorito per la finale del trofeo resta l’orco belga Wout Van Aert, onnipresente, anzi onnipotente in questo Tour e che ha garantito la maglia verde quando ha tagliato il traguardo a Parigi domenica sera. Il corridore più versatile del gruppo, all’attacco quasi tutti i giorni, ha indossato anche la maglia gialla all’inizio della gara ed è andato vicino alla maglia a pois al termine dell’ultima tappa della montagna, giovedì ad Hautacam.

Posti tra i primi 10 della classifica finale come consolazione

Per vedere la lattina mezza piena, devi guardare la classifica generale. Perché con il suo quarto posto provvisorio coraggiosamente conquistato, David Gaudu (Groupama-FDJ) ha messo la migliore prestazione di un pilota tricolore dai podi di Romain Bardet (2° nel 2016, 3° nel 2017) alle spalle dell’inattaccabile Christopher Froome. Quest’anno lo stesso Romain Bardet si è unito a lui nella top 10 con un bel 8° posto.

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