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Il funerale di Dani: lacrime e migliaia di rose per l’ultimo omaggio all’artista perpignano

La bara dell’artista, avvolta in un velo di pizzo bianco, portata in un silenzio profondamente raccolto, è uscita dalla cattedrale di Saint Jean-Baptiste a Perpignan questo mercoledì 26 luglio, tra un applauso fragoroso.

E Dani non c’è più. Sotto un sole cocente che ha colpito la piazza della Cattedrale di Saint-Jean a Perpignan questo mercoledì 26 luglio, questa piazza tanto amata dall’idolo degli anni Sessanta, i suoi primi fan non avrebbero voluto farsi mancare nulla al mondo per darle tutto il loro amore un’ultima volta. In un addio finale pieno di nostalgia.

Prima delle 13, gruppi di donne e uomini dai capelli grigi aspettano già l’apertura delle porte della cattedrale. “C’è tutta la nostra giovinezza là fuori, un’intera generazione in lutto”, sussurrano due nonnine vestite di nero con voce acuta, alla ricerca di un angolo d’ombra impossibile dove ripararsi.

Ben presto raggiunti da una folla di persone anonime, si fermano all’ingresso del palazzo, assicurandosi, come altri sessantenni della città, di inchinarsi “all’amico della ‘giovinezza’ Dani, i cui ritratti in bianco e nero, cosparsi di fiori, disseminano i gradini dell’altare.

Personalità e folla transgenerazionale

Un’ora e mezza dopo, la campana a morto suona al ritmo di singhiozzi che scorrono come tanti petali di lacrime. Il corteo funebre è arrivato. Seguono la famiglia di Dani, sua sorella Véronique, i suoi figli, i suoi nipoti, cugini, cugini…

L’Ave Maria risuona nell’affollata cattedrale. Le persone intime si aggiungono ai parenti degli scomparsi. Françoise Quinta borbotta tristemente pronta a offrirsi “il lusso di avere la depressione con la mia defunta amica”.

Gérard e Manu Lanvin, Cali, Jo Maso, Anthony Delon, Mathilde Seigner, Émilie Marsh, Jean-Marie Périer… Si mescolano a una folla ormai transgenerazionale di oltre 3.000 persone per prendere finalmente il loro posto in prima fila.

Padre Joël Marie guida la cerimonia religiosa con un primo pensiero alla bambina di Perpignan “che ha fatto la prima comunione il 22 maggio 1952 in questa parrocchia dove è venuta a pregare”. E dove anche monsignor Norbert Turini ha consegnato un toccante messaggio in memoria dell’iconico Dani. Padre Giuseppe Marti, uomo di chiesa e di cultura, che da tempo collabora con Dani con “fedeltà e discrezione”, si unisce all’omaggio e lo legge.

Funerale in assoluta privacy

Il tempo della contemplazione, la parola ritorna alle preghiere, a un testo del Vangelo, a un brano de La notte non dura, l’autobiografia firmata da Dani. Poi alle parole d’amore della sorella Véronique che esclama “un’artista poliedrica che ha sempre saputo collocare una poesia e un amore che appartenevano solo a lei”.

Dei suoi figli Emmanuel e Julien che hanno “un amore incondizionato e luminoso” per lui. Alle lettere dei suoi nipoti che, uniti dalle lacrime, descrivono una “nonna rock’n’roll”, “una stella che brilla ancora più luminosa nel cielo”. Mamma, nonna, zia Dani, come ti piaceva dire: baci e amore. Per sempre”, concludono i suoi parenti.

A Lou Reed su CD canta le prime note del suo titolo Perfect Day al profumo di incenso. Scelto dalla famiglia per gli ultimi momenti di un commovente addio. Non nazionale o roboante, ma sobrio e travolgente.

Fino al fragoroso applauso che ha salutato la bara di Dani mentre lasciava la cattedrale. Destinazione la tomba di famiglia del cimitero di Saint-Martin dove la bella e grande signora fu sepolta con frange e frange nella più stretta privacy.

(FONTE L’INDIPENDENTE)

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