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Jonas Vingegaard stordisce Tadej Pogacar nell’ultima tappa di montagna e corre verso la vittoria assoluta

Come dice un proverbio locale, è come il maiale nel mais. Tieni presente che le carote ora sono cotte per Tadej Pogacar (UAE Team Emirates). Lo sloveno si è incrinato sulle pendici dell’Hautacam, a 4,4 chilometri da una vetta dove il suo rivale Jonas Vingegaard (Jumbo-Visma) ha vinto solo la 18a tappa del Tour de France giovedì 21 luglio.

Decisivo il diabolico attacco del danese, aiutato dall’inesauribile compagno di squadra Wout van Aert. Ora, con un vantaggio complessivo di oltre tre minuti sul vincitore del 2021 e 2020, non riusciamo a vedere come la maglia gialla potrebbe staccarsi dalle spalle quadrate di Vingegaard domenica.

La maglia gialla Jonas Vingegaard rende un punto d'onore trionfare nell'ultima tappa di montagna del Tour de France e vincere da solo in cima all'Hautacam.  Tadej Pogacar è arrivato secondo in poco più di un minuto (1'03'').  La maglia verde Wout van Aert ha chiuso con un incredibile terzo posto e ha confermato il suo immenso talento.  David Gaudu ha chiuso sulla scia di Geraint Thomas che ha consolidato il suo terzo posto assoluto.

Questo duello durerà a lungo. Se il colpo di grazia per l’edizione 2022 è stato sicuramente assestato giovedì, la rivalità tra Pogacar e Vingegaard ha tutte le carte in regola per diventare il sapone cristallizzante dei prossimi anni. C’è qualcosa di rinfrescante in questo essenzialmente. Quando lo sloveno è caduto nella discesa degli Spandelle, quanti avrebbero colto al volo l’occasione al posto del danese di correre più veloce del suo rivale? ?

Vingegaard, invece, ha ritenuto meglio aspettare che Pogacar salisse in sella e tornasse da lui. Indubbiamente l’offerta non è stata del tutto disinteressata, la maglia gialla ha trovato lì una compagna di ascesa. Ma l’immagine dell'”assegno” tra i due compagni ha già fatto il giro dei social network e rappresenta un modello di sportività. Il loro abbraccio al crepuscolo di ogni tappa è un nuovo classico, e il sorriso dello sloveno non è in alcun modo sminuito dalla sua regolare sconfitta (1’04 dietro al traguardo, 3’26 in totale).

Tadej Pogacar ha prima spinto in errore Jonas Vingegaard accelerando sulla discesa del Col de Spandelles prima di cadere in una curva.  Gran signore, la maglia gialla aspetta il suo valoroso avversario ei due uomini battono le mani.  La classe !

Se domenica sciabola lo champagne, Vingegaard può regalare a Wout van Aert una doppia coppa. Dopo tre settimane di gare è davvero difficile trovare i superlativi che descrivono le massime prestazioni. Come al solito nella prima pausa, dal chilometro 0, il belga ha guidato il treno formato con un Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) ancora frustrato e un Daniel Felipe Martinez (Ineos-Grenadiers) finalmente offensivo, ma troppo onesto.

Meglio ancora, ha superato il Col de Spandelles in testa, finché non ha intravisto una maglia a pois che Vingegaard aveva finalmente raccolto dal naso e dalla barba di un Simon Geschke (Cofidis) in lacrime. L’abilità di Wout van Aert è diventata irrazionale poiché il suo ritmo nelle percentuali più alte di Hautacam era tale da far crollare un incredulo Tadej Pogacar, mentre Vingegaard è stato in grado di lanciarsi alla vittoria. Con la forza sarà difficile convincere i neofiti che Van Aert, finalmente terzo al traguardo dopo aver controllato la sua fatica e aver lasciato passare Pogacar, è tutt’altro che uno scalatore nato.

Primo attaccante di giornata, Wout Van Aert accelera nella salita finale di Hautacam con il compagno di squadra Jonas Vingegaard al volante.  Sorpresa: Tadej Pogacar non riesce a tenere il passo e lascia scivolare via le due Jumbo-Visma a cinque chilometri dal traguardo.  Il danese è il più forte di questo Tour de France!

Dietro i due pesi massimi, la dimensione dei buchi ti fa girare la testa. C’è un divario tra il duo Pogacar-Vingegaard e il resto del mondo. Terzo assoluto, Geraint Thomas (Ineos-Grenadiers) è a otto minuti dal danese.

Il suo posto sul podio sembra comunque assicurato, dato che David Gaudu, il nuovo quarto, è a tre punti di distanza (11’05). Il bretone di Groupama-FDJ ha resistito, sempre aiutato da Valentin Madouas, a prendere posto. Nairo Quintana (Arkéa-Samsic), quinto, retrocede a due minuti da Gaudu e non riesce a superare la cronometro di sabato.

Molto peggio invece per Romain Bardet (Team DSM, 16’11). Le sue ultime 5 speranze sono svanite quando le piste di Hautacam sono diventate più ripide.

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